Fammi sentire che esisto per te
Mi sono svegliato storto, la sensazione di disagio mista a impotenza continua. In ufficio non esiste, non me la sento di stare in mezzo alla gente. I miei amici lontani, dal cuore, dal dialogo, nel tempo o dal contatto fisico. Mia moglie non può che far crescere il disagio, anzi, è la causa del disagio. Con i piccoli devo per forza indossare una maschera, sono il padre.
Mi sento esattamente come quella mattina di 20 anni fa: so cosa devo fare, come devo farlo, ma non ho le forze per farlo. Per 20 anni ci sono riuscito, tra alti e bassi. Ora sarà più difficile, ma con il tempo so che ci riuscirò nuovamente.
In questo momento vorrei sentire solo te, ma sulla chat continua a vedersi solo il mio ultimo messaggio cancellato. Non hai nessun contatto o legame con me, io per te non sono altro che un mezzo collega addirittura di un'altra azienda. Finito con questo cliente non ci vedremo mai più. A me suona strano, ma è logico che sia così. Perché dovresti cercarmi? Non siamo neanche amici, non sai nulla di me. È stupido scriverlo, ma mi serve per imprimermelo nella testa.
Pingo il tuo IP: non ti spio, non lo farò mai. Ho già chiarito questa posizione: con il ping so che ci sei. Non so perché, ma mi fa stare bene. Non voglio che tu mi pensi sempre, come faccio io. Mi piacerebbe solo avere un piccolo conforto da te. Non verrà, fa male, ma supererò anche questo.
Chiamami, inviami un messaggio, urlami, picchiami, odiami, insultami, abbracciami, parlami, tocca le mie mani, dammi uno schiaffo in testa, sputami, baciami... fammi qualsiasi cosa, purché capisca che io esisto per te, che non sia invisibile.
Sento di avere toccato il fondo, quindi da domani posso solo risalire. Non so come, ma lo farò.