Desiderio segreto
Oggi, dopo tutto il travaglio del sabato, della domenica e del lunedì mattina, arrivo in ufficio tardi. Mi immergo totalmente nel mio lavoro, so che ci sei, ma ancora non riesco a vederti. Meglio così.
Si avvicina la pausa pranzo. Io non esco, voglio recuperare il lavoro perso della mattina. I problemi del fine settimana hanno allontanato i pensieri che non dovrebbero esistere, dato che "Noi" non esiste. La domenica, un po' col problema a casa, più il compleanno dei bambini, hanno distolto l'attenzione da te e non ci pensavo più a questo maledetto messaggio che non arrivava e che mi tormentava come un bambino. Perché è così che mi sto comportando: come un bambino ridicolo.
Poi arriva la pausa pranzo e io ti vedo alla fine del corridoio. Mi sembrava una vita che non ti vedevo. Avrei voluto correre su quel corridoio per poterti abbracciare, stringerti e baciarti. Ti avrei stretta, non ti avrei lasciata più.
Avevi quella giaccha viola che mi piace tanto. Avevi il viso più rilassato. A tratti distratta.
Dopo un po' vengo da voi, non riesco a trattenermi dal farlo. Continuo a dirmi:
** non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio**. E invento sempre una scusa per entrarci.
** non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio**. E trovo una finta emergenza da comunicarvi.
** non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio, non devo entrare in quell'ufficio**. E mi invento una comunicazione da dirti, che potrei mandarti per posta. E invece vado lì solo per vedere te.
Non per abbracciarti, baciarti e dirti quanto Ti Voglio Bene, ma solo per vederti.
Oddio quanto sei bella.
Ritorno al CED, finisco il lavoro che dovevo fare. Dopo un po', passi con la tua collega.
I tuoi occhi mi traffiggono e fanno tanto male. Vorrei poter piangere. Come faccio a togliermeli dalla testa?
Tutto a un tratto la pazzia, pura pazzia. E lo dico: ora mi invento una scusa e la porto fuori. Gli dico tutto, tutto.
Fortunatamente qualche forza cosmica che mi ha fermato: da casa mi chiamano, devo scappare. Mi vogliono lì, c'è un altro problema.
Le conseguenze della pazzia sono scongiurate.
Ti Voglio Tanto Bene.