Semplicemente te
Sono di fronte a te, il tuo ufficio è vuoto. Con l'estate sei meno coperta e i tuoi vestiti lasciano scoperte molte parti della tua pelle. Le tue mani le vedo spesso, mi ricordano le mie, e così, me sfortunato, ogni volta che me le guardo io ti penso. I tuoi polsi sono piccoli, esili, vorrei dire, più piccoli rispetto a mani e braccia. La tua pelle è già colorita, ti abbronzi facilmente, e il tuo colore ambra risalta la tua bellezza. Tanti piccoli nei popolano la pelle del bicipite sinistro: tre, in particolare, mi ricordano la cintura di Orione, e così anche la visione del firmamento, una delle poche cose che mi da ancora meraviglia, mi riporta a te. Sei vestita deliziosamente: una gonna rosa plissettata ed una maglia con Topolino e Minnie che si guardano innmorati.
Il tuo viso è bello ma tirato: c'è qualcosa che ti disturba. Non so se è la mia presenza, quindi preferisco uscire. Mi hai chiesto di dirti quando vado a fare colazione: vorrai qualcosa per pranzo e sono sicuro che vorrai offrirmi la colazione. Ti ho detto ok, esco a malincuore. Starei lì tutto il giorno a cercare di rubarti con gli occhi, a sentire la tua voce, magari per piccole banalità: "le timbrature non si vedono", "non funziona la rete". Io ti starei accanto e ti direi:
"Lo sai che ogni volta che ti vedo il mio cuore batte forte, che ti abbraccerei e bacerei il tuo collo lungo e sinuoso, che i tuoi occhi mi fanno perdere la ragione, che apro WhatsApp 50 volte al giorno per vedere se c'è un tuo messaggio, che perennemente non c'è mai, che odio il destino perché abbiamo vissuto sempre vicini ma non ci siamo mai incontrati e che sto cercando di capire come poter vivere senza di te."
Mi sento bloccato e impaurito da tutta la situazione, vorrei poter stabilire un rapporto e un dialogo con te. Senza muri o paure, senza niente che possa fermarmi. Solo un rapporto e un dialogo aperto. Ieri, sull'uscio della porta del corridoio, mentre guardavamo la pioggia insieme, vedevo il tuo viso preoccupato, ma forse era solo stanco e ti preoccupava la serata che sarebbe stata impegnativa tra commercialista e altro. Però è un po' che vedo qualcosa nel tuo viso pronto per cedere, ma forse rispecchio il mio animo sul tuo viso: in realtà sono io che sto per cedere e la tua presenza mi conforta. Certo, spesso mi crea frustrazione, altre volte crea endorfine che rilassano il mio cuore. Spero sia veramente così e che tu non abbia preoccupazioni serie.
Non credo di amarti, sono parole pesanti, difficili, ed anche un po' banali dette senza conoscere una persona, senza frequentarla, conoscerla e capirla, nel bene o nel male. Però credo di esserci molto vicino.
Mi manchi perennemente.