Per te...

Sabato pomeriggio

Sono smanioso, irritabile. Mi cimento in piccoli lavori di casa e poi passo in giardino. L'irrigazione ancora non funziona, l'erba si sta seccando e diventa tutto polveroso.

Vado avanti pensando alla serata che si prospetta gradevole, in compagnia di amici semplici e affettuosi. E soprattutto birra, tanta birra. Non so se dovrei farmi un esame di coscienza considerando la birra una delle mie poche fonti di felicità. Sicuramente non è una condizione ottimale, pensando anche al mio grande amico.

Riesco a ricavarmi 10 minuti per venire qui, sulla mia tastiera salvatrice, così posso scrivere in santa pace.

Ti vorrei qui, accanto a me. Proprio dove sono ora, alla scrivania del PC, nel posto accanto. Che mi sorridessi e mi chiedessi cosa ho, perché sono nervoso. In quel caso non ti risponderei perché, con te vicino, non sarei più nervoso.

Sarei felice!

Ogni volta che mi sorridi e mi guardi con quei tuoi occhi, che abbiamo un minimo di interazione sociale, che mi dici cosa cavolo ti sei mangiata il giorno prima, che esercizio hai fatto a pilates o cosa hai fatto il fine settimana, io sono felice... figurati se ora ti trovassi accanto a me.

Torno al giardino: la scrittura non sta aiutando.

Ti voglio bene, forse troppo.