Rilasci emotivi
Mattina al fulmicotone: non sento la sveglia, colpevole una nottataccia causata dalla troppa aria condizionata e dalla troppa birra. Mi alzo già agitato ed ansioso, ma andar via con il casino per casa mi pesa, allora comincio a correre a velocità inimmaginabile per sistemare la camera, caricare la lavatrice e svuotare la lavastoviglie. Arrivo con un lieve ritardo e, dopo un poco, subito l'inatteso: dei problemi con le prenotazioni per le vacanze.
Ma entro nel tuo ufficio, parlo con i tuoi colleghi. Tu non ci sei, ma poi sento la tua voce nella camera accanto e finalmente ti vedo, con quella tua gonna nera plissettata e la maglietta bianca con il canarino Tweety, e per me passa tutto. Lo so che poi pagherò questi rilasci emotivi, che la sera, solo a casa, starò male come un cane pensandoti, però effettivamente mi passa tutto. Anzi, mi viene quasi da ridere. Non sono nervoso, un po' agitato per cercare di rimediare mentre lavoro, ma non nervoso.
Perché tu sei lì, seduta, bella come il sole con la tua pelle olivastra ed i tuoi occhi fantastici, il tuo sorriso felice: sì, da qualche giorno sei felice. L'ombra di tristezza che ha caratterizzato il tuo volto per buona parte dell'inverno non c'è più. Mi piace tutto nel vederti, anche le punture delle zanzare che ti lasciano sul braccio, il modo come impugni il cellulare. Vedo i tuoi spuntini pessimi: no, non mi piace come mangi, anzi mi urta profondamente, provo a dirtelo scherzando, a non farmi più di tanto gli affari tuoi.
Non riesco a non chiedere il tuo aiuto: mi serve il supporto di qualcuno perché al lavoro sono troppo distratto. Quindi chiedo a te, e pure alla tua collega, di controllare se sto prenotando in modo corretto e se mi è sfuggito qualche errore. Ed io sono felicissimo di parlare con te più libero, meno ingessato. Sono contento di viverti un po' di più.
Ma poi ricomincia la corsa: con il lavoro e con i biglietti per il concerto, ed anche tu devi prenderli. Che darei per poterci andare con te. Cantare a squarciagola con te, ballare come due stupidi felici. Poterti baciare davanti a tutto l'Olimpico, con la telecamera che ci riprende.
Ma poi nella mia mente si evidenzia la pazzia totale, capisco in quel preciso istante che sto veramente dando di matto: le tue confidenze, sul fatto che vuoi un altro figlio, ma non lo vuole il tuo compagno, mi spiazzano, nella mia testa mi viene da dirti "fallo con me", facciamolo insieme questo bambino.
Sono veramente compromesso emotivamente: devo andare via, devo andare via, devo andare via.
Io ti voglio un mondo di bene!