Per te...

Raggio di sole sul tuo viso

Sei rientrata oggi, dopo un giorno di ferie. Da quello che ho capito è stata una giornata piena: la piccola a fare le analisi, poi la maturità del figlio del tuo compagno, infine la parrucchiera.

Non so cosa sia successo ieri. Forse la felicità per la maturità, forse i capelli appena fatti, forse semplicemente una giornata bella passata insieme alle persone che ami.

So solo che oggi il tuo viso emana qualcosa di diverso. Sorridevi con gli occhi. Con quel vestito di jeans e i capelli così... eri irresistibile.

Ho pensato che oggi fosse meglio stare lontano dal tuo ufficio. Non vorei fare pazzie. È bello vederti così. Ma fa male.

È brutto sapere che quel sorriso non mi appartiene e che io non ne sono il motivo. Vorrei tanto esserlo. Mi piacerebbe essere desiderato da Lei, vorrei essere desiderato da te, dai tuoi occhi.

Non è solo il desiderio di fare l'amore con Lei, anche se c'è, ed è enorme: vorrei poterti stringerti, baciarti, sentire il suo corpo contro il mio, guardarti provare piacere, godere di te e godere dentro di te.

Ma non mi basterebbe. Se mi desiderasse con il corpo e niente altro, non con il cuore, non riuscirei ad accettarlo.

Vorrei che mi scegliesse. Vorrei sentirmi dire: "Ti voglio un bene dell'anima." Poi il resto verrebbe da sé.

Vivo di elemosina di emozioni.

Anche un semplice saluto diventa importante. Quando arrivi in ufficio o quando vai via, difficilmente passi a salutarmi. Sono quasi sempre io che invento una scusa per entrare nel tuo ufficio. Ogni volta, senza dirlo nemmeno a me stesso, spero di trovarti da sola.

Sogno ad occhi aperti: tu che ti alzi, mi vieni incontro, mi baci e mi dici che mi vuoi un mondo di bene. So benissimo che non accadrà mai quello che immagino. Eppure continuo a immaginarlo.

So anche un'altra cosa: finché lavoreremo nello stesso posto, questo sentimento difficilmente si affievolirà. Ogni giorno ti vedrò, ogni giorno ci sarà qualcosa che lo terrà vivo.

Se un giorno uno di noi dovesse andare via, credo che proverei un vuoto enorme. Continuerei la mia vita come ho sempre fatto, soffrendo in silenzio. Piano piano spererei di lasciarti andare.

Spero che quel giorno arrivi senza rimpianti. Spero di ricordarti con affetto. Spero di riuscire a pensare che, semplicemente, ci siamo incontrati nel momento sbagliato delle nostre vitee che in altri tempi avresti potuto amarmi.

E spero che, fra dieci anni, rileggendo queste pagine, io riesca ad avere compassione dell'uomo che le ha scritte. Non rabbia o vergogna. Compassione.

Ti voglio bene, mi piacerebbe riceverne un po' da te. Orami al limite del patetico.