Per te...

Piccole gioie inaspettate

Sono al CED e contemplo il momento presente.

Sono riuscito ad avere un piccolo dialogo con Lei, un po' di tempo solo con Lei. E io l'ho apprezzato tanto. Complice la mancanza della sua collega e il fatto che non avessi ancora preso un caffè. Siamo andati al distributore insieme e Lei me lo ha offerto.

Confermo il neo sul braccio sinistro, ormai l'ho stampato a memoria, ed ogni volta che guardo il cielo penso a Lei: quel neo, affiancato ad altri due piccoli accanto, mi ricorda la Cintura di Orione. Ormai è difficile anche fare osservazione a occhio nudo senza pensare a Lei. Sono sicuro che, se tornassi a Prato di Coppola, sdraiato sull'erba con i colleghi dell'associazione, comunque penserei a Lei. Mi disarma quella donna, non so quale stregoneria mi abbia fatto, ma farei di tutto per renderla felice.

Abbiamo un po' litigato con l'applicazione del distributore: qualsiasi emozione che mi regali il destino, io la prendo. Non posso permettermi storie d'amore da letteratura, mi basta parlare con Lei dell'app che non funziona.

Vorrei baciarlo, quel neo, il braccio dove si trova, la spalla, il tuo collo e tutto il tuo corpo. Vorrei poterlo toccare, accarezzare, stringerti e fare l'amore.

Ripeti continuamente che il nuovo collega somiglia al tuo ex. E confermo che di gusti femminili non ho mai capito nulla. Pensare che uno come lui, insieme a una come Lei, mi sembra quasi assurdo. Forse, chissà, era una bellissima persona. E io vedo solo la scorza esterna. O forse perché conosco un po' il collega. Bah!

Tutte parole inutili, fondamentalmente. Utili solo per me, perché ti sento parlare. Ti sento un po' vicina.

Sorridi e sorride anche la mia vita quando lo fai.