Per te...

Notte insonne e dolore definivo

Notte insonne: forse il caldo, forse il cibo alla cena in pizzeria, forse la troppa birra oppure il caffè troppo fuori orario.

Intorno alle 02:00 realizzo che anche mia moglie non dorme: parliamo, come sempre in queste situazioni, parliamo tutta la notte. Discutiamo sul passato, sul presente, sul futuro. I discorsi sono meno entusiasti e positivi rispetto ad oltre 20 anni fa. La vita ha fatto il suo corso ed ha lasciato i suoi segni, cominciamo ad essere stanchi delle lotte continue, ma ne mancano ancora tante.

Abbiamo fatto qualche errore, ora lo paghiamo con gli interessi. Il risultato è che l'umore è nero. Cerco di tirare fuori il coniglio dal cilindro: sentirla in questo stato mi fa male, è sempre stato così, non sopporto vederla soffrire. Sembra riuscirci, la tensione si alleggerisce, scappa anche qualche risata e facciamo l'amore. Finito, mi abbraccia, e lì accade quello che mi sorprende e spaventa.

Mi sussurra in un orecchio: "Ti prego non lasciarmi, non lasciarmi mai. Non lo fare, ti scongiuro."

Quella frase lamentosa mi ferisce e spaventa: mi giro sul letto e l'abbraccio fortissimo, voglio tranquillizzarla. Le chiedo perché, perché questa frase con voce così tremolante ed impaurita? Io non ti lascio, io non posso lasciarti. Mi chiedo se ha percepito qualcosa, se è riuscita leggere questo blog. Ma lo escludo, ho preso tutte le misure possibili.

Poi io ti ho già lasciato tanti anni fa ed il tuo dolore è diventato il mio e per riparare ti ho voluto sposare e darti un figlio... pazzia. Pazzia!

Sì, pazzia, ma non riesco a farla soffrire, mi fa male. Non l'amo più? Forse, ma non riesco a farle del male. Preferisco farlo a me.

E perché scrivo tutto questo? Perché è il nodo gordiano di tutto: io, a te, te che non sai nulla di me, io a te ti voglio un bene folle, insano, gigante.

Io che spesso mi chiedo, pensandoti sulla tua scrivania dell'ufficio: come posso vivere senza di te il resto della mia vita? Come potrò continuare a respirare?

E se tu, in un universo parallelo impossibile, mi volessi bene come te ne voglio io, dovrei far soffrire anche tuo marito e tua figlia.

Impossibile. Come posso portare tutto questo dolore?

Non posso! Appunto.

Mi continuo a girare nel letto, ad abbracciarti e tranquillizzarti. Abbraccio te e penso a lei: mi faccio schifo e mi merito tutto il dolore possibile.

Tu riesci ad addormentarti, io no. E penso a Lei.