Non riesco più a contenermi
Le giornate passano veloci, ma pesanti. A tratti mi sento chiuso in una gabbia: a casa il clima non è dei migliori. Il passato ritorna pesante, il presente si riempie di problemi. Non sono i problemi di ogni famiglia, è la paura di non farcela ad andare avanti. Sì, credo che sia quello che respiriamo ognuno dentro casa. La paura di non riuscire ad essere felici per sempre. Non in ogni momento, ma la paura del futuro. Ed io credo di capire il perché di questo sentimento. Però è tutta una mia percezione, e poi comincia il caldo ed io divento pessimista con il caldo umido.
Dopo la spensieratezza della mia prima gioventù, finite le scuole medie, l'estate non mi è più piaciuta. Quasi la odio. Fino a 13 anni era il momento più bello dell'anno. Dopo è diventato il più brutto. Misteri di una mente bacata, ma neanche tanto... dopo i 13 anni ho cominciato ad avere sempre meno amici. Probabilmente dipende da quello.
Al lavoro tutto procede lentamente: la figura ibrida che occupo all'interno del cliente mi crea solo confusione mentale. In più l'idealizzazione che ormai ho instaurato rende a volte degli interventi quasi un piacere. Questo è più un problema, perché alla fine della giornata per il capo sembra che non abbia fatto nulla.
Senza contare l'azienda, sempre più distante: pensavo di ritornare a crescere dopo anni di stallo, ma è stato solo un fuoco di paglia. Mi rispettano, mi chiamano perché non li vedo affatto preparati, ma non propongono nulla di nuovo, e sanno che lo desidero, soprattutto nella situazione in cui mi sono cacciato.
Rimanendo in tema azienda, la mia pesantezza si unisce a quella di un collega in una situazione familiare pessima, che oltre ad appesantire i miei pomeriggi con discorsi lunghi, seri e senza soluzione, mi fornisce una prospettiva di come potrebbe essere la mia vita se volessi allontanarmi da mia moglie.
Certo nel mio caso ci sono altre componenti grandi ed importanti come un elefante in una cristalleria: non guardarle sarebbe irresponsabile. Ovvero che io non lascerei mai mia moglie per paura delle sue azioni, per esperienza vissuta, e per di più perché le voglio un mondo di bene. Impossibile da quantificare: è solo il bene sbagliato.
Forse dopo tutte queste cose che ho in testa, dopo la stanchezza mentale e fisica che mi porto dietro continuamente, ho fatto un altro passo falso: dopo qualche minuto che è andata via, le ho scritto un messaggio:
"Avrei voluto che rimanessi qui con me"
Fortunatamente dalla sua risposta presumo che non abbia capito.
Sento solo che il mio sentimento per Lei comincia ad uscire dagli argini. Vorrei poter stare con Lei tutto il giorno. Vorrei poter baciare il suo bellissimo viso. Abbracciarla e dirle quanto le voglio bene. Ma è tutto impossibile.
Non so come uscire da tutto questo senza fare del male a nessuno.