Per te...

Intro...

Oggi è il 27 aprile 2026. Sono appena tornato in ufficio dopo essere andato a dare un saluto a una collega per il funerale del padre. Mi chiedo sempre cosa passi per la testa di quella donna. In pochi anni ha perso una grande figura di riferimento sul lavoro ed entrambi i genitori. È sottoposta a continue pressioni, dato che è diventata responsabile delle attività. Io reagirei male, come ho sempre fatto nella vita.

Comunque mi sono deciso a scriverti, anche se non lo leggerai mai, per esorcizzare i sentimenti che porto dentro e, possibilmente, addomesticarli. Ho sempre amato scrivere, sin da bambino: pensavo che prima o poi avrei scritto un libro. Invece utilizzo la scrittura come cura per il dolore che mi porto dentro.

Tu sei la mina vagante, l’inaspettato. Mi piaci perché hai dato un senso diverso al percorso della mia vita. Non cambierà nulla, ma il fatto che qualcosa di inaspettato possa ancora accadere mi rende felice, anche se la felicità è amara.

Per quanto tragicomico sia il fatto, mi fai sentire come un ragazzo di 15 anni e, a quasi 50, non credo sia positivo.

Ti ho visto e non ho potuto fare a meno di avvicinarmi: ogni volta che ti vedo mi batte il cuore più velocemente. Vorrei abbracciarti, stringerti le mani. È bello e doloroso. Ora è arrivato a vette preoccupanti, ma come è cominciato il tutto?

Quando sei diventata irresistibile e devo passare i giorni ad autoflagellarmi per non attaccarmi al telefono e chiamarti?

Mi ero rassegnato alla mia vita "pesante", decisa dalla routine e dall’ovvio, che, seppur devastanti, sono molto utili ad andare avanti. E poi sei arrivata tu e i tuoi occhi, a cui non faccio che pensare.

Dove porterà tutto questo? Credo a tanto dolore, ma farò di tutto perché sia solo il mio dolore, di nessun altro.