Incontri fugaci
Appena arrivato l'ho vista: quanto è bella. Da 3 giorni non la vedevo, il primo maggio ha allungato il fine settimana. Ho portato l'attenzione sulla collega tutta abbronzata rientrata da un viaggio: devo inventare sempre degli artifici per distogliere l'attenzione da lei, sarebbe troppo palese, già lo è per qualcuno che comincia a fare battute stupide.
Aveva quel maglioncino giallo senape che le sta benissimo, e si è diretta ai distributori automatici, come fa ogni mattina. Con la scusa di assegnare un nuovo portatile alla collega, sono potuto andare ai distributori per vederla: vedere lei, i suoi capelli lisci, i suoi occhi verdi che sogno la notte. Mi sono ricordato dell’imminente partenza per Valencia. Mi ha fatto male, sono andato via.
Ieri sera non riuscivo a prendere sonno, mio figlio mi ha fatto troppo arrabbiare con il suo comportamento, ma più cresce e più vedo in lui dei dettagli che mi hanno rovinato la vita, spero non la rovinino in lui.
Cercando di prendere sonno, chiudevo gli occhi e nell’oscurità mi apparivano i suoi occhi verdi, mi ricordavano gli occhi di Nala nel Re Leone ed al solo pensiero mi sono sentito uno stupido.
In quel momento quanto avrei voluto averla accanto, abbracciarla, baciarla. Stringerla per non mandarla mai via da me.
Ma poi mi sono svegliato di nuovo, ancora agitato, ho visto mia moglie, che respirava forte, e mi sono sentito una merda. Così bella, così buona, così preoccupata dal mondo, ed io, invece di rincuorarla, penso ad un’altra. Anzi, è di più che pensarla.
Devo trovare un modo per andare via, farmi trasferire per non vederla più. Più resto qui più ho paura di fare qualche idiozia per poi pentirmene per sempre. Stare lontano da lei sarà doloroso, avere la consapevolezza di non poterla vedere neanche quei pochi minuti al giorno mi opprime, eppure è la scelta più sensata. Purtroppo da quello che ha detto il capo, dovrò stare qui ancora per molto, anche per poter controllare meglio l’andamento dei lavori a Santa Palomba.
Dove mi sono cacciato, e non avere un amico con cui parlarne. Parlarne con lui mi farebbe bene e mi darebbe uno spiraglio, ma sta troppo male.