Per te...

Esausto

Casa vuota, per fortuna: una coincidenza che mi serviva. Mia moglie aveva cena con le amiche storiche e con lei c'è il piccolo. Il grande è con gli amici della squadra.

Oggi la giornata è stata dura. Mia moglie mi ha dato la conferma che io vivo la vita di qualcun altro e sono sempre stato una comparsa.

Tutti i sacrifici fatti sono stati inutili: mi sono immolato per qualcosa di intangibile, per un fine inutile. Non mi sento più arrabbiato: per fortuna non c'erano i bambini in casa, ma la cosa è degenerata più del previsto ed ho urlato anche se non volevo. Che brutta figura con i vicini. L'arrabbiatura è finita: mi sento vuoto. Sì, vuoto. Non so cosa fare di una vita che non è la mia.

Ogni volta, in queste situazioni, mi si parano davanti una serie di flashback velocissimi: tutte le "sliding doors" della mia vita, tutte le scelte sbagliate. Non voglio dare la colpa a tutti gli altri, ma quasi tutte non dipendono da me. Mia madre e mia moglie mi hanno infilato in un cul-de-sac da cui è impossibile uscire, se non tornando indietro. Ma i viaggi nel tempo ancora non sono stati inventati. L'unica mia colpa è quella di essere stato debole e non essermi mai imposto. Non dire mai la mia. Cosa fare alla mia età: guardare il tempo che non tornerà?

Ma perché scrivo qui? L'unico perché che mi viene in mente è quello in cui ti vorrei qui, a dormire al mio fianco questa notte. Tu che mi dici: no, non è perduto nulla, io e te faremo ancora tante cose e il bello deve ancora venire. Andiamo a vivere insieme, tua moglie sopravviverà come sopravviverà mio marito. Cambiamo lavoro, cambiamo città. Facciamo l'amore questa notte, addormentiamoci abbracciati e domani svegliamoci in un'altra città, in un'altra nazione, in un'altra vita.

Ma non accadrà mai.

Ma non sei il mio amore compensatorio e non sto trasferendo i miei bisogni irrisolti su di te. Ecco perché vorrei veramente conoscerti, uscire, fare chilometri mentre ci conosciamo, parlare di noi e di tutte le cose che ci fanno ridere. Voglio che mi parli dei tuoi difetti, che me li mostri concretamente. Voglio conoscere le tue contraddizioni, come prendi le giornate storte, le incompatibilità che sicuramente avremo, perché né io né te siamo perfetti. Ed io non cerco la donna perfetta, io voglio solo conoscerti, sempre, comunque, anche quando mi urli, quando mi mandi a quel paese, quando mi dici le parolacce perché ti ho fatto innervosire e voglio vederti anche quando fai la cacca o buttata su una tazza a rigurgitare per l'influenza intestinale.

Io voglio sapere chi sei, poi vivere con te per sempre.