Per te...

Ad un vicolo cieco

Io non so proprio cosa fare, perché sto veramente male, a livello fisico ed emotivo.

Non so che mi sta succedendo...

Non so come uscire da questa cosa...

Voglio Lei, ma non posso averla.

Oggi c'è stato un mio collega: devo indicargli come si lavora nel cliente, i servizi, caratteristiche e parametri. Mi viene ad affiancare per un periodo che sarà di circa una decina di giorni.

A pensare che oggi sono stato sempre con lui e che di là c'è lei e io non la posso abbracciare. Ma è una cosa stupida, non solo perché ho questo pensiero ricorrente di lei. Ma se il mio collega non ci fosse, potrei mai abbracciarla? Mica stiamo insieme. Io vorrei stare tutto il giorno con lei, che mi dice qualcosa, che mi parla.

Voglio tanto conoscere questa donna: può strapparmi il cuore e poi buttarlo, ma voglio conoscerla. Sapere cosa pensa, perché. I suoi sogni: vorrei conoscere i suoi sogni.

Io speravo, come in passato, che la scrittura mi aiutasse. A vedere dentro me stesso, che fosse anche più che analgesica, risolutiva. E invece... e invece mi sta facendo male. Mi tremano le mani. Forse è meglio che non continui a scrivere.

Devo trovare il modo di andare via da qui. Non devo più vederla.

Sto male perché non sto con lei. Sto male perché ho sposato una donna bellissima, bravissima che mi vuole bene, che vuole bene ai figli che abbiamo fatto ed io... ...io penso a un'altra. Sogno di prenderla per mano, stringerla a me. Amarla.

Vorrei poter avere un amico, un'amica. Qualcuno con cui parlare di questi miei sentimenti senza essere giudicato.

Sono solo con me stesso, la peggiore compagnia possibile.